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Seminario "Formazione e funzione delle immagini".

Sabato 10  giugno 2017 si terrà il seminario "Formazione e funzione delle immagini". L'incontro si svolgerà presso l'aula Salis in via Nicolodi . Università degli studi di Cagliari.

Esiste un certo accordo nel riconoscere che le immagini sono più vicine a una conoscenza emotiva e intuitiva dell’oggetto, rispetto alle parole. Per poter vedere e nominare l’oggetto è necessario un processo di distanziamento che sancisce la separazione fra Sé e l’altro. Il risultato è che l’oggetto nominato viene in parte perduto o ne rimane solo l’ombra. Il processo del divenire soggetto umanizza e permette di accedere alla simbolizzazione ma lascia dietro di se una profonda nostalgia, segnando in modo definitivo il destino dell’uomo. Gli artisti e i filosofi in modi differenti hanno sempre cercato di evocare e di comprendere il senso di questa frattura. Alcuni considerano l’infanzia come il luogo dell’innocenza, dell’impatto immediato con le cose, e il divenire adulti come rinuncia all’immediatezza e alla brillantezza dell’esperienza. Altri pensano che, prima che sia nata la coscienza, ci troviamo di fronte a immagini sensoriali, legate alla vista, all’udito, all’olfatto, al tatto, al gusto e che da queste sorgano nel tempo, altre immagini di natura diversa, mentali e concettuali, impulsive e creative. La domanda che gli artisti sembrano porci è di come si conciliano l’immediatezza dell’esperienza sensoriale con la necessità di rappresentarla, cosa viene perduto nella rete complessa che porta dalle immagini primarie a quelle secondarie e cosa viene creato di nuovo con le immagini mentali e concettuali, impulsive e creative.

Una prima ipotesi psicoanalitica che introduco è che nel passaggio dalle immagini primarie alle secondarie interviene l’elaborazione immaginativa e l’atto creativo, come necessità di ricreare l’unione con l’oggetto primario nel momento in cui se ne comincia a intuire la perdita. Penso, in sintonia con molti altri psicoanalisti, che il lavoro immaginativo permetta di sperimentare continuamente la creatività del Se nella formazione di immagini di sé e degli oggetti e nello stesso tempo di procedere all’elaborazione del lutto.  

Dott. Ignazio Cannas "Psicoanalista Didatta Associaz, Italiana di Psicoanalisi".

 

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