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L’oscurità del dolore

Come introduzione al convegno di Fonte Avellana del 28/29 aprile 2017 si è tenuto un seminario clinico-teorico intitolato “L’oscurità del dolore” sul tema del paziente difficile, che ha coinvolto per un pomeriggio e una mattina un gruppo di psicoterapeuti e di psicoanalisti. Fra i soci dell’A.Ps.I.A. erano presenti il dottor Lanzano, la dottoressa Anna Meloni e la dottoressa Lorella Perra.

 L’intento era quello di creare uno spazio, incentrato sul lavoro clinico, dove fosse possibile riflettere sulle differenze e similitudini fra il modo di operare degli psicoanalisti e degli psicoterapeuti, sulle eventuali indicazioni per una psicoterapia o per una psicoanalisi.

Consapevoli della confusione che spesso regna nella relazione fra psicoanalisti e psicoterapeuti (spesso gli psicoanalisti sono presenti nelle società di psicoterapia come docenti o didatti, non sono ben chiari i confini e le differenze nella formazione e nella pratica clinica etc) abbiamo cercato di privilegiare lo scambio e l’incontro paritario fra i partecipanti attraverso la discussione del materiale clinico con il desiderio di creare uno spazio di confronto in cui non solo ci fosse la condivisione del tempo, ma in cui il sapere e l’esperienza di ognuno portasse all’arricchimento di tutti e permettesse eventualmente di segnalare le differenze.
Il pomeriggio del venerdì è iniziato con una introduzione teorica su “La funzione dell'analista nel trattamento dei pazienti difficili” nella quale Ignazio Cannas (Psicoanalista Didatta AIPsi) ha illustrato i principali mutamenti nella tecnica avvenuti coi postfreudiani. In particolare si è soffermato sul setting, come elemento attivo della cura, sull’importanza che assume una attenta comprensione del controtransfert e in generale sulla funzione dell’analista visto come elemento della coppia analitica, per mostrare come attualmente sia possibile lavorare senza sostanziali modificazioni formali del setting analitico con un gran numero di cosiddetti pazienti difficili.
Luigi Maccioni (Psicoanalista Ordinario AIPsi) ha proseguito il tema con una attenta rilettura di “Lutto e melanconia a 100 anni dalla sua pubblicazione, alcune note” mostrando con maestria un passaggio cruciale verso quella che sarebbe diventata teoria della relazione d’oggetto, che ha permesso un maggiore equilibrio e maggiori possibilità di muoversi nella cura fra intrapsichico e relazionale.
Maccioni ha proseguito con la presentazione di un caso di un paziente difficile il cui trattamento si è drammaticamente interrotto. Annalisa Ferretti (Psicoanalista Didatta AIPsi) che ha supervisionato il caso ha coinvolto tutto il gruppo in una preziosa riflessione collettiva sulle difficoltà, la diagnosi e i fini movimenti transfert-controtransfert che emergevano dal materiale delle sedute.
La sera dopo cena il lavoro è proseguito con la proiezione del documentario del dottor Giannakoulas con i commenti alle tavole di William Blake su Giobbe a cui è seguita una conversazione su “ il dolore di Giobbe” tra Gianni Giacomelli, priore di Fonte Avellana, e Matteo De Simone (Psicoanalista Ordinario AIPsi) che hanno portato dei punti di vista e delle riflessioni che hanno profondamente coinvolto i partecipanti per le loro stimolanti differenze.
La mattina del sabato i lavori sono ripresi con un lavoro “La psicosi: il posto dell’oggetto, il posto del soggetto” presentato da Fabio Fiorelli (Psicoanalista Ordinario SPI) e da Antonella Gentile (Psicoanalista AIPsi), nel quale hanno descritto con dovizia di materiale clinico e con particolare cura nella descrizione della tecnica la loro esperienza quasi trentennale nella presa in carico di pazienti psicotici.
La giornata è proseguita con la presentazione di alcuni colloqui iniziali con un adolescente particolarmente grave da parte di Lorella Perra, psicoterapeuta dell’A.Ps.I.A. di Cagliari, che ha permesso al gruppo, grazie anche alla attenta supervisione di Matteo De Simone, di riflettere sulla ricchezza degli scambi che possono avvenire nei primi incontri diagnostici.
Nella discussione finale gli organizzatori hanno sottolineato gli elementi positivi emersi nel gruppo di lavoro e hanno raccolto la proposta fatta dai partecipanti di valutare la possibilità di incontrarsi nuovamente con modalità simili per approfondire ulteriori temi. Il lavoro del seminario sui pazienti difficili diventerà presto un libro che potrà aiutarci come prima testimonianza di un lavoro che speriamo fecondo e continuativo.
Ignazio Cannas Psicoanalista Didatta AIPsi, docente A.Ps.I.A. Cagliari.

 

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